Fascicolo sanitario elettronico 2.0, SIBioC: «Serve una reale interoperabilità clinica»

Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 non dovrà limitarsi a rendere disponibili referti e documenti in formato digitale: perché possa diventare uno strumento realmente utile alla continuità delle cure, i dati clinici devono poter essere interpretati nello stesso modo indipendentemente dalla struttura sanitaria nella quale vengono prodotti o consultati. È il tema posto all’attenzione dalla Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica (SIBioC), con particolare riferimento ai risultati degli esami di laboratorio.

La questione riguarda la cosiddetta interoperabilità semantica. Non basta, infatti, che due sistemi informatici riescano tecnicamente a scambiarsi un dato: è necessario che quell’informazione mantenga lo stesso significato clinico durante il passaggio da un laboratorio all’altro e da una Regione all’altra. Nome dell’esame, unità di misura, metodo utilizzato, intervalli di riferimento e altre informazioni indispensabili per interpretare correttamente il risultato devono essere strutturati e codificati secondo criteri condivisi.

La stessa SIBioC individua nella corretta strutturazione dei dati di laboratorio uno dei punti critici del Fascicolo sanitario elettronico e richiama il ruolo di standard internazionali come LOINC, pensati per identificare in maniera univoca le osservazioni cliniche e gli esami di laboratorio. La Società ha inoltre istituito uno specifico gruppo operativo dedicato a “refertazione strutturata, contenuti informativi e codifica LOINC per l’interoperabilità del FSE 2.0”.

Il tema è coerente con gli obiettivi fissati a livello nazionale. Le Linee guida per il FSE 2.0 prevedono infatti, tra le direttrici fondamentali, l’uniformità dei contenuti, dei dati e delle codifiche e il rafforzamento dell’architettura di interoperabilità. Nell’ambito del PNRR sono state inoltre realizzate le componenti nazionali destinate a consentire lo scambio di dati e documenti sanitari secondo standard condivisi.

La sfida, dunque, è passare dall’interoperabilità dei sistemi all’interoperabilità delle informazioni cliniche. Solo dati riconoscibili, confrontabili e correttamente interpretabili possono infatti permettere al FSE 2.0 di sostenere davvero il lavoro dei professionisti sanitari e accompagnare il paziente lungo un percorso di cura che sempre più spesso coinvolge strutture e territori differenti.

Related posts



Homnya Srl | Partita IVA: 13026241003

Sede legale: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via Galvani, 24 - 20099 - Milano

Sanitask © 2026