Diabete, asma grave e BPCO: AGENAS definisce tre nuovi modelli per la gestione della cronicità

Percorsi integrati, prevenzione, telemedicina e indicatori comuni per valutare gli esiti. I modelli, sviluppati con ALTEMS e il contributo di nove Regioni, potranno essere adattati alle diverse realtà sanitarie.

Tre nuovi modelli di riferimento per ripensare la presa in carico delle persone con diabete mellito, asma grave e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), puntando sull’integrazione tra prevenzione, diagnosi, trattamento e monitoraggio della malattia. AGENAS ha annunciato il completamento dei lavori per la definizione dei Percorsi Preventivi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PPDTA) dedicati alla popolazione adulta, mettendo a disposizione delle Regioni e delle aziende sanitarie strumenti metodologici comuni per rafforzare la gestione della cronicità e valutarne i risultati.

L’iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca sviluppato dall’Agenzia in collaborazione con ALTEMS, dedicato alla valutazione, secondo un approccio di Health Technology Assessment (HTA), delle innovazioni tecnologiche e organizzative nella gestione delle patologie croniche. Il riferimento è quello della Value Based Healthcare, un modello che orienta le scelte assistenziali verso il miglioramento degli esiti di salute e del valore generato per i pazienti e per il Servizio sanitario nazionale.

Un modello condiviso, adattabile ai sistemi regionali

Alla definizione dei tre percorsi ha contribuito un gruppo di lavoro articolato in un Comitato esecutivo, composto da AGENAS e ALTEMS, e in un Comitato consultivo che ha coinvolto aziende sponsor, associazioni dei pazienti, società scientifiche ed esperti clinici. Hanno inoltre partecipato i referenti di nove Regioni: Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria e Veneto. I documenti sono stati sottoposti a consultazioni interne e a una successiva fase di consultazione pubblica.

Uno degli aspetti di maggiore interesse per la programmazione sanitaria riguarda la possibilità di adattare i modelli ai differenti contesti regionali e aziendali, conservando un impianto metodologico condiviso e un sistema uniforme di indicatori per il monitoraggio e la valutazione degli esiti.

Si tratta di un elemento importante in un Servizio sanitario nazionale caratterizzato da assetti organizzativi e livelli di sviluppo dell’assistenza territoriale differenti. La disponibilità di riferimenti comuni può infatti favorire una maggiore omogeneità nella progettazione dei percorsi, senza imporre soluzioni organizzative identiche a realtà che presentano caratteristiche e bisogni diversi.

Prevenzione e tecnologie lungo tutto il percorso assistenziale

La principale novità nell’impostazione dei PPDTA è l’integrazione della prevenzione nell’intero percorso di cura. Non più, dunque, un’attività circoscritta alla fase che precede l’insorgenza della malattia, ma una componente che accompagna il paziente dalla riduzione dei fattori di rischio alla diagnosi precoce, fino alla gestione della cronicità.

In questa prospettiva assumono rilievo anche le opportunità offerte dalla telemedicina e dalle soluzioni di intelligenza artificiale, considerate strumenti di supporto per migliorare la continuità assistenziale, l’appropriatezza degli interventi e la prossimità delle cure.

L’impostazione è coerente con il DM 77/2022 e con gli obiettivi della Missione 6 Salute del PNRR, che individuano nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e nell’integrazione dei servizi due direttrici fondamentali della riorganizzazione sanitaria.

La sfida per Regioni e aziende sanitarie

Per il management sanitario, il valore dei nuovi modelli risiede soprattutto nella possibilità di tradurre riferimenti clinici e metodologici condivisi in percorsi assistenziali concretamente attuabili e misurabili.

La loro applicazione richiederà infatti di raccordare i diversi livelli dell’assistenza, chiarire le responsabilità dei professionisti coinvolti e garantire la continuità tra cure primarie, specialistica e servizi territoriali. Sarà inoltre importante assicurare che le informazioni cliniche possano accompagnare il paziente lungo il percorso e che gli indicatori individuati consentano di valutare non soltanto le prestazioni erogate, ma anche i risultati ottenuti.

È proprio su questo terreno che si misurerà la capacità dei nuovi PPDTA di incidere sull’organizzazione dei servizi. La disponibilità di modelli nazionali condivisi rappresenta un punto di partenza, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità delle Regioni e delle aziende sanitarie di tradurli in processi operativi, sostenuti da strumenti di monitoraggio e valutazione.

La prospettiva indicata da AGENAS è dunque quella di una gestione della cronicità progressivamente meno frammentata e maggiormente orientata agli esiti. Una sfida che coinvolge direttamente la governance dei servizi e che trova nella misurazione del valore prodotto per i pazienti uno dei suoi principali elementi qualificanti.

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