FIASO porterà il confronto nel Centro e nel Nord. L’obiettivo è raccogliere soluzioni organizzative replicabili e presentare alle istituzioni un documento di proposte operative.
Dalle esperienze delle aziende sanitarie del Mezzogiorno a una sintesi da sottoporre alle istituzioni nazionali. È il percorso che FIASO intende costruire dopo la prima tappa di MED Salute, svolta il 24 e 25 settembre in Calabria. L’iniziativa, promossa con la Regione Calabria e organizzata da Motore Sanità, ha riunito rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme a istituzioni, professionisti e comunità scientifica. Il confronto proseguirà nel Centro e nel Nord del Paese.
Il programma ha affrontato questioni che attraversano la gestione quotidiana delle aziende: appropriatezza e liste d’attesa, medicina di prossimità, PDTA e reti clinico-assistenziali, politica del farmaco, prevenzione, salute mentale e innovazione digitale. Tra i temi discussi anche la comunicazione, considerata uno strumento per accompagnare i cambiamenti organizzativi e rafforzare il rapporto con i cittadini.
Per il presidente FIASO Giuseppe Quintavalle, il risultato atteso non è una ricognizione delle difficoltà, ma l’individuazione di esperienze efficaci che possano essere adattate ad altri territori. Al termine delle tappe territoriali, la Federazione punta a elaborare un documento nazionale di proposte operative, costruito a partire dal lavoro di chi dirige aziende sanitarie e ospedaliere. Il passaggio indicato da Quintavalle è quello «da una sanità della prestazione a una sanità della presa in carico»: in questa prospettiva, i PDTA servono a governare l’intero percorso della persona, integrando ospedale e territorio, anziché limitarsi alla gestione delle singole prestazioni.
Nella seconda giornata, l’innovazione è stata al centro dell’intervento di Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica. Butti ha richiamato i risultati raggiunti nell’ambito del PNRR e del Fascicolo sanitario elettronico, sottolineando però che introdurre nuove tecnologie non è sufficiente a migliorare i servizi. Occorrono processi ripensati, formazione continua e direzioni aziendali capaci di governare la trasformazione. È una condizione decisiva anche per rendere trasferibili le esperienze che funzionano: la stessa soluzione tecnologica può produrre risultati diversi se non è accompagnata da competenze e scelte organizzative coerenti.
È su questo terreno che MED Salute intende proseguire. I tavoli calabresi hanno posto in relazione organizzazione, innovazione e competenze; le prossime tappe dovranno permettere di confrontare i modelli emersi con quelli del Centro e del Nord, fino a individuare proposte utilizzabili oltre i confini delle singole aziende e Regioni.
