Torna al centro del dibattito politico e sanitario la riforma del Sistema di emergenza territoriale 118. Un obiettivo che le società scientifiche dell’emergenza-urgenza giudicano “certamente condivisibile”, ma che rischia ancora una volta di restare incompleto se non accompagnato da un reale percorso di confronto con tutti gli attori coinvolti. È quanto si legge nello statement intersocietario sottoscritto da AIES, ANIARTI, COSMEU, GFT, IRC, SIAARTI, SIEMS e SIMEU.
Il documento prende posizione sull’“ennesimo disegno di legge di riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118” e richiama la necessità di non costruire una revisione di tale portata soltanto nelle sedi istituzionali o parlamentari. Secondo le società firmatarie, dopo anni di proposte, disegni di legge, ipotesi di riordino e annunci di riforma, sorprende che non siano ancora stati istituiti tavoli di lavoro strutturati e permanenti con i principali protagonisti del sistema dell’emergenza-urgenza.
Il comunicato delle società scientifiche non entra nel merito del Ddl in discussione, ma pone una questione di metodo: una riforma dell’emergenza-urgenza deve nascere dal contributo di chi ogni giorno garantisce la risposta alle emergenze sul territorio e negli ospedali. Le società scientifiche, i Sistemi di Emergenza Territoriale, i Dipartimenti di Emergenza, le organizzazioni professionali e le rappresentanze degli operatori vengono indicati come un patrimonio di competenze ed esperienza che non può essere ignorato.
La complessità dell’emergenza sanitaria moderna, sottolineano i firmatari, richiede una visione condivisa e multidisciplinare. Le questioni sul tavolo sono numerose: integrazione tra territorio e ospedale, carenza di personale, formazione specialistica, governance clinica, digitalizzazione dei processi, modelli organizzativi delle centrali operative e sostenibilità complessiva del sistema. Tutti temi che, secondo lo statement, richiedono un confronto approfondito e qualificato prima di qualsiasi intervento normativo.
Da qui la richiesta di aprire senza ulteriori rinvii un tavolo nazionale di confronto, stabile e formale, con tutti i soggetti interessati. Solo un percorso partecipato, sostengono le società firmatarie, può consentire di elaborare una riforma capace di superare le disomogeneità regionali e garantire standard assistenziali elevati e uniformi su tutto il territorio nazionale.
Per AIES, ANIARTI, COSMEU, GFT, IRC, SIAARTI, SIEMS e SIMEU, il futuro del sistema di emergenza territoriale e dell’intera rete dell’emergenza-urgenza non può essere definito senza ascoltare chi ne rappresenta le competenze scientifiche, professionali e organizzative. Le riforme “calate dall’alto”, osservano, hanno spesso mostrato i loro limiti; al contrario, le migliori innovazioni nascono dal confronto, dalla condivisione delle esperienze e dalla valorizzazione delle professionalità coinvolte.
La richiesta finale è chiara: il percorso parlamentare e istituzionale sia accompagnato dall’immediata convocazione di tavoli tecnici nazionali con la partecipazione delle società scientifiche, dei Sistemi di Emergenza Territoriale, dei Dipartimenti di Emergenza e di tutti i soggetti che operano nella rete dell’emergenza-urgenza.
“Solo così — concludono i firmatari — sarà possibile costruire una riforma credibile, sostenibile e realmente orientata al miglioramento della qualità delle cure e della sicurezza dei cittadini”. Perché, è la frase scelta a chiusura dello statement, “una riforma del 118 non può essere scritta in emergenza; deve essere scritta con l’emergenza”.
