LEA, verso un nuovo sistema di monitoraggio: sotto esame anche risultati ed efficienza

Il Ministero della Salute prepara nuovi indicatori per valutare non soltanto l’erogazione delle prestazioni, ma anche gli esiti ottenuti e l’impiego delle risorse. Nel 2024 migliorano i punteggi regionali, mentre restano significative differenze territoriali.

Il sistema utilizzato per verificare l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza è destinato a evolversi. Accanto al Nuovo Sistema di Garanzia dovrebbero infatti essere introdotti specifici indicatori di performance, capaci di misurare i risultati prodotti dai servizi sanitari e di metterli in relazione con le risorse utilizzate.

La novità è stata illustrata da Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, durante l’audizione in Commissione Affari sociali della Camera, il 15 settembre.

Dai controlli formali alla valutazione dei risultati

L’attuale modello di monitoraggio è nato circa vent’anni fa, in una fase segnata dai consistenti disavanzi accumulati da numerosi sistemi sanitari regionali. La sua impostazione è quindi fortemente orientata alla verifica degli adempimenti, dell’appropriatezza delle prestazioni e della tenuta economica dei bilanci.

Il nuovo modello non dovrebbe sostituire questi controlli, ma integrarli con una valutazione più ampia. L’obiettivo è capire non solo se una Regione garantisca formalmente i LEA, ma anche quali risultati di salute riesca a ottenere e con quale livello di efficienza.

Gli indicatori dovrebbero quindi mettere in rapporto:

  • le risorse assegnate ai diversi livelli di assistenza;
  • la quantità e la qualità dei servizi effettivamente erogati;
  • gli esiti prodotti sulla salute della popolazione.

In questo modo sarà possibile valutare più chiaramente la capacità dei sistemi sanitari regionali di trasformare i finanziamenti disponibili in prestazioni e risultati concreti per i cittadini.

Migliorano i dati del 2024

Nel corso dell’audizione sono stati presentati anche i risultati più recenti del Nuovo Sistema di Garanzia. Nel confronto con il 2023, i punteggi del 2024 mostrano un miglioramento nelle tre principali aree sottoposte a valutazione: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.

I progressi più consistenti riguardano la prevenzione e i servizi territoriali. Si riduce inoltre il numero dei territori che non raggiungono la soglia minima prevista: dalle otto insufficienze registrate nel 2023 si passa a tre nel 2024.

Le criticità residue riguardano la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione, mentre la Calabria resta sotto la soglia nell’assistenza distrettuale.

Tra i fattori che avrebbero contribuito al miglioramento figurano lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata, sostenuto anche dagli investimenti del PNRR, l’aumento dell’adesione agli screening oncologici, una risposta più tempestiva nell’emergenza territoriale e la diffusione delle Centrali operative 116117.

Il divario territoriale non è ancora superato

Il Centro-Sud ha recuperato mediamente tra cinque e sei punti rispetto al Centro-Nord. Il dato segnala un avvicinamento tra le diverse aree del Paese, ma non consente ancora di parlare di un’effettiva omogeneità nell’accesso ai servizi.

Per alcuni indicatori, la distanza tra la Regione con le prestazioni migliori e quella più in difficoltà raggiunge infatti circa 30 punti. Ne emerge un aspetto centrale: il miglioramento dei conti sanitari e il superamento dei commissariamenti non coincidono automaticamente con la garanzia di livelli assistenziali uniformi.

Sul piano finanziario, il quadro risulta comunque molto diverso rispetto a quello di vent’anni fa. Con l’eccezione del Molise, le Regioni presentano bilanci sanitari in equilibrio oppure disavanzi contenuti entro il 5%, coperti attraverso risorse regionali.

Il Molise rimane l’unica Regione commissariata. Nei piani di rientro risultano invece ancora coinvolte, con problematiche differenti, Abruzzo, Puglia, Molise, Calabria e Sicilia.

Più supporto alle Regioni in difficoltà

L’evoluzione del monitoraggio interesserà anche il rapporto tra amministrazione centrale e territori. Alla funzione di controllo dovrebbe affiancarsi un’attività più strutturata di supporto alle Regioni che presentano maggiori criticità.

Con la collaborazione di Agenas sono già stati avviati interventi riguardanti la revisione delle reti ospedaliere e dei punti nascita, l’organizzazione delle reti dedicate alle patologie tempo-dipendenti e l’analisi della mobilità sanitaria evitabile.

L’obiettivo è individuare le ragioni dei risultati insufficienti e mettere a disposizione delle amministrazioni regionali strumenti, competenze e modelli organizzativi già sperimentati con successo in altri territori.

La nuova sfida: trasformare le risorse in salute

Il Nuovo Sistema di Garanzia continuerà a rappresentare il principale riferimento per il monitoraggio dei LEA. Gli indicatori di performance potrebbero tuttavia aggiungere una dimensione decisiva, permettendo di valutare insieme risorse, servizi ed esiti.

Il passaggio è rilevante soprattutto alla luce delle persistenti disuguaglianze territoriali. Il prossimo obiettivo del Servizio sanitario nazionale non sarà soltanto certificare la presenza delle prestazioni previste, ma verificare se queste riescano a produrre benefici misurabili e comparabili per la popolazione, indipendentemente dalla Regione di residenza.

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