Il SSN tra innovazione tecnologica e nuovi modelli assistenziali

Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale passa dalla capacità di affrontare una trasformazione demografica senza precedenti. È questo il quadro emerso dal convegno “Innovazione e sostenibilità per il futuro del SSN”, promosso da Clariane Italia – parte del Gruppo Clariane, principale punto di riferimento in Europa per l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria – in partnership con il Centro di Ricerca sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale  (Cergas) SDA Bocconi e ospitato a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, alla presenza dell’ambasciatrice designata Anne-Marie Descôtes.

 Durante l’evento è stato presentato il position paper Nuovi standard di personale e tecnologici e pooling di risorse pubbliche e private per lo sviluppo sostenibile del SSN” (realizzato da CeRGAS SDA Bocconi per Clariane Italia), il quale evidenzia come il sistema sanitario italiano stia entrando in una fase di forte pressione strutturale dovuta all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle patologie croniche. Oggi gli over 65 rappresentano circa il 24% della popolazione e la domanda di assistenza sanitaria è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi decenni. Parallelamente, la forza lavoro potenziale potrebbe ridursi fino al 30% entro il 2050, riducendo di conseguenza la base contributiva che sostiene il sistema pubblico.

In questo contesto, il modello organizzativo attuale del SSN, costruito su standard normativi rigidi e su una regolazione basata prevalentemente sugli input, rischia di diventare sempre meno sostenibile. La ricerca sottolinea quindi la necessità di ripensare profondamente le regole di funzionamento del sistema sanitario per garantire la tenuta dell’universalismo e la qualità delle cure nel lungo periodo.

Un cambio di paradigma nei modelli assistenziali

Una delle principali indicazioni emerse dallo studio riguarda la necessità di ripensare i modelli organizzativi dell’assistenza sanitaria. Secondo l’analisi condotta dal CeRGAS SDA Bocconi, l’attuale regolazione del personale sanitario si basa ancora su criteri quantitativi legati alla presenza fisica degli operatori, piuttosto che sui risultati di salute ottenuti. Questo approccio rischia di limitare la capacità delle strutture di innovare e di adattarsi a bisogni assistenziali sempre più complessi.

La proposta è quella di evolvere verso un sistema orientato agli outcome, cioè ai risultati clinici e alla qualità della presa in carico dei pazienti. In questa prospettiva diventa fondamentale riorganizzare il lavoro sanitario attraverso politiche di task shifting e una revisione dello skill mix tra le diverse figure professionali. Ciò significa redistribuire in modo più efficiente le competenze, liberando i professionisti più specializzati dalle attività a basso valore aggiunto e valorizzando al tempo stesso figure intermedie ancora poco utilizzate, come gli assistenti infermieri. Un’organizzazione più flessibile consentirebbe di utilizzare meglio le competenze disponibili e di mantenere la qualità dell’assistenza anche in un contesto di crescente carenza di personale.

Tecnologia e intelligenza artificiale come leve di sostenibilità

L’innovazione tecnologica emerge come uno degli strumenti più importanti per garantire la sostenibilità futura del sistema sanitario. In un contesto caratterizzato da una cronica carenza di personale, tecnologie come l’intelligenza artificiale, la telemedicina e il fascicolo sanitario elettronico evoluto possono contribuire a ridisegnare i percorsi assistenziali e a rendere più efficienti i processi di cura. L’obiettivo non è sostituire il lavoro degli operatori sanitari, ma liberare tempo professionale da attività ripetitive e burocratiche. L’intelligenza artificiale, ad esempio, può supportare gli screening diagnostici o aiutare i medici nelle decisioni cliniche, mentre il monitoraggio remoto dei pazienti consente di seguire le condizioni di salute anche a distanza, migliorando la continuità assistenziale.

Strumenti digitali di questo tipo permettono inoltre di superare la frammentazione informativa tra i diversi livelli del sistema sanitario, favorendo un accesso più equo ai servizi e una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e assistenza domiciliare. In questo modo la tecnologia diventa una leva per restituire centralità alla relazione di cura, in modo da consentire ai professionisti sanitari di dedicare più tempo al rapporto diretto con i pazienti.

Il nodo del finanziamento sanitario

Accanto alla trasformazione organizzativa e tecnologica, uno dei temi più rilevanti riguarda il finanziamento del sistema sanitario. Oggi il modello italiano è già caratterizzato da una forte componente privata: oltre il 25% della spesa sanitaria totale, pari a circa 50 miliardi di euro, è sostenuto direttamente dalle famiglie. Questo fenomeno è legato anche a un crescente razionamento implicito delle prestazioni pubbliche, dovuto in parte alle liste di attesa e alle limitazioni delle risorse disponibili. Attualmente solo il 49% delle prestazioni sanitarie è coperto dal sistema pubblico, mentre il restante 51% ricade sui cittadini, che spesso devono ricorrere a pagamenti diretti o a forme di assicurazione sanitaria.

Secondo il position paper realizzato da CeRGAS SDA Bocconi per Clariane Italia e presentato al convegno, questa dinamica rischia di aumentare le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Per questo motivo viene proposta una gestione più esplicita e trasparente dell’integrazione tra risorse pubbliche e private, attraverso un sistema di pooling che consenta di coordinare i diversi flussi di finanziamento sotto la regia del SSN. L’obiettivo è preservare l’equità del sistema senza rinunciare alla sostenibilità economica.

Istituzioni a confronto

Il confronto tra istituzioni, accademici e operatori del settore ha evidenziato anche il ruolo sempre più importante della collaborazione tra pubblico e privato accreditato. Durante l’evento, rappresentanti del mondo politico, professionale e sanitario hanno discusso possibili soluzioni per rafforzare la capacità del sistema di rispondere ai nuovi bisogni di una popolazione sempre più longeva.

L’incontro si è aperto con la sessione istituzionale “Innovazione e sostenibilità nel servizio sanitario nazionale: un impegno condiviso”, con gli interventi di Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Sophie Boissard, CEO di Clariane Group.

Il panel successivo, dedicato al tema “Ripensare i modelli assistenziali in una società sempre più anziana: ruoli, competenze e organizzazione del lavoro sanitario”, ha visto la partecipazione di Francesco Longo dell’Università Bocconi e del CeRGAS SDA Bocconi, dei deputati Luciano Ciocchetti e Marta Schifone, rispettivamente vicepresidente e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, oltre a Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI, Federico Bozzanca, segretario generale della CGIL, e Giovanni Leoni, vicepresidente della FNOMCeO.

Successivamente, il panel “Tecnologie e modelli assistenziali: un cambio di paradigma necessario”, ha riunito Luigi Preti del CeRGAS SDA Bocconi, Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, e Giovanna Beretta dell’ASST Ospedale Metropolitano Niguarda.

Il confronto finale, dedicato al tema “Integrazione tra spesa pubblica e privata: equità, sostenibilità e valore per il sistema sanitario”, ha visto gli interventi di Mario Del Vecchio del CeRGAS SDA Bocconi, Francesco Saverio Mennini del Ministero della Salute, Gennaro D’Agostino, direttore sanitario della ASL Roma e Gabriele Pelissero, presidente AIOP. Le conclusioni dell’evento sono state affidate a Federico Guidoni, CEO di Clariane Italia.

Nuove strategie per l’assistenza e il welfare

Il Parlamento e le istituzioni regionali stanno guidando la riforma dei modelli assistenziali per rispondere ai cambiamenti demografici e garantire sostenibilità, qualità delle cure e coesione sociale. Luciano Ciocchetti sottolinea che “abbiamo aumentato le risorse del Fondo sanitario nazionale e stiamo attuando riforme importanti, come il decreto ministeriale 77 sull’organizzazione territoriale della sanità, per avvicinare i servizi ai cittadini”.

A livello regionale, Massimiliano Maselli evidenzia che la sfida principale è la presa in carico immediata delle persone fragili e con disabilità: “Non basta impiegare maggiori risorse, occorre pianificare interventi che integrino l’assistenza sociale con quella sanitaria”. Aggiunge poi che la costruzione di progetti personalizzati di vita è fondamentale per garantire un’assistenza efficace e duratura.

Sul fronte della Long Term Care, Federico Guidoni osserva come questa rappresenti una sfida centrale non solo per l’Italia, ma anche a livello europeo e globale. Guidoni sottolinea che “è necessario armonizzare i sistemi regionali per garantire continuità assistenziale e accesso uniforme ai servizi dedicati alla Long Term Care”.

Per quanto riguarda il personale sanitario, Claudio Durigon sottolinea l’importanza di rendere il servizio più efficiente e attrattivo, evitando che la flessibilità si traduca in precarizzazione: “È fondamentale un ricambio generazionale adeguato e l’inserimento di nuovo personale”. Durigon spiega che un’organizzazione efficiente richiede equilibrio tra nuove assunzioni e stabilità professionale.

Sul tema delle competenze e dell’adeguamento dei ruoli professionali, Francesco Longo sottolinea come la revisione dei titoli professionali e una maggiore flessibilità organizzativa siano strumenti chiave. Longo sostiene che “gli standard professionali devono seguire lo stato dell’arte della scienza”, così da collocare il personale giusto lì dove serve e ottimizzare le risorse disponibili.

Infine, Antonello Aurigemma evidenzia come l’innovazione digitale possa contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi sanitari: “Strumenti come la telemedicina e l’intelligenza artificiale supportano le decisioni del personale sanitario e migliorano la qualità della vita dei cittadini”. Secondo il Aurigemma, la legislazione ha un ruolo cruciale nel garantire omogeneità delle cure e nell’affiancare le strutture regionali nella gestione di una popolazione sempre più anziana.

LEGGI IL POSITION PAPER

Related posts



Homnya Srl | Partita IVA: 13026241003

Sede legale: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via Galvani, 24 - 20099 - Milano

Sanitask © 2026